Notizie di cronaca nelle Marche
Giovedì, 14 Gennaio 2021 14:58
100 anni di ricordi, inizia la raccolta per l'anniversario de L'Appennino Camerte
Sarebbe banale dire, come accade per molte ricorrenze, che i 100 anni de L’Appennino Camerte non sono un punto di arrivo, ma di partenza.
Molto più coerente unire la soddisfazione per il traguardo all’energia per il futuro.
Per questo centenario la redazione non poteva restare con le mani in mano, così ha riflettuto a lungo su come poter restituire ai lettori la stima e la fiducia che hanno reso questo giornale così longevo.
Nell’ultimo numero del 2020, con questo inserto di 8 pagine, è stato dato avvio alle iniziative che caratterizzeranno il 2021.
Numerosi contributi speciali saranno pubblicati in ogni numero de L’Appennino Camerte di questo nuovo anno. Ogni settimana, a partire dall'uscita di oggi, sarà inatti l’occasione per analizzare a fondo lo storico periodico ed ogni inserto potrà essere custodito e rilegato al termine del centenario.
L’inserto sarà composto da particolari storici approfonditi dal professor Luca Barbini e dalle memorie che lettori, collaboratori e giornalisti che in questo giornale hanno mosso i primi passi, vorranno inviarci per essere pubblicate.
Un dono che, principalmente, siete Voi a fare a noi: in questo secolo di vita sono stati i lettori la colonna portante de L’Appennino camerte e siamo convinti che continueranno ad esserlo.
Ognuno potrà portare la propria testimonianza ed il valore personale del settimanale nelle edizioni che verranno, scrivendo alla mail Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.
Ancora una volta, insieme, vogliamo scrivere con voi la storia di un cammino.
GS
La prima pagina del primo numero della raccolta “100 anni di ricordi” in uscita oggi sull'Appennino Camerte.

Molto più coerente unire la soddisfazione per il traguardo all’energia per il futuro.
Per questo centenario la redazione non poteva restare con le mani in mano, così ha riflettuto a lungo su come poter restituire ai lettori la stima e la fiducia che hanno reso questo giornale così longevo.
Nell’ultimo numero del 2020, con questo inserto di 8 pagine, è stato dato avvio alle iniziative che caratterizzeranno il 2021.
Numerosi contributi speciali saranno pubblicati in ogni numero de L’Appennino Camerte di questo nuovo anno. Ogni settimana, a partire dall'uscita di oggi, sarà inatti l’occasione per analizzare a fondo lo storico periodico ed ogni inserto potrà essere custodito e rilegato al termine del centenario.
L’inserto sarà composto da particolari storici approfonditi dal professor Luca Barbini e dalle memorie che lettori, collaboratori e giornalisti che in questo giornale hanno mosso i primi passi, vorranno inviarci per essere pubblicate.
Un dono che, principalmente, siete Voi a fare a noi: in questo secolo di vita sono stati i lettori la colonna portante de L’Appennino camerte e siamo convinti che continueranno ad esserlo.
Ognuno potrà portare la propria testimonianza ed il valore personale del settimanale nelle edizioni che verranno, scrivendo alla mail Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.
Ancora una volta, insieme, vogliamo scrivere con voi la storia di un cammino.
GS
La prima pagina del primo numero della raccolta “100 anni di ricordi” in uscita oggi sull'Appennino Camerte.

Pubblicato in
Cronaca
Giovedì, 14 Gennaio 2021 13:22
Piergentili sugli impianti sciistici: "Attendiamo un cenno del Governo"
Montagne innevate, gente a passeggio, ma l'incertezza sulla riapertura resta.
"Attendiamo un cenno dal Governo" commenta il sindaco di Sarnano, Luca Piergentili, preoccupato per la chiusura degli impianti di Sassotetto, ma anche per gli investimenti che l'intero settore del turismo invernale sta portando avanti senza risposte certe.
"Viviamo una situazione sgradevole - dice - perchè le attività che hanno sede in montagna stanno predisponendo per l'apertura del 18 gennaio, ma si rischia che ci rimettano perchè forse dovranno restare chiusi.
L'innevamento è sufficiente per aprire tutto il comprensorio, il vento presente oggi non sta comunque dando problemi alla neve lavorata dagli operatori nei giorni scorsi.
Aspettiamo un cenno del Governo - denuncia - e comunque serve anche una regolamentazione per gestire gli chalet di montagna, sicuramente più difficili da controllare rispetto alla costa.
Bisogna comunque dire che se dovessimo diventare zona arancione tutto salterà lo stesso. Siamo in balia di diverse situazioni che si dovranno risolvere nel giro di qualche giorno".
GS
"Attendiamo un cenno dal Governo" commenta il sindaco di Sarnano, Luca Piergentili, preoccupato per la chiusura degli impianti di Sassotetto, ma anche per gli investimenti che l'intero settore del turismo invernale sta portando avanti senza risposte certe.
"Viviamo una situazione sgradevole - dice - perchè le attività che hanno sede in montagna stanno predisponendo per l'apertura del 18 gennaio, ma si rischia che ci rimettano perchè forse dovranno restare chiusi.
L'innevamento è sufficiente per aprire tutto il comprensorio, il vento presente oggi non sta comunque dando problemi alla neve lavorata dagli operatori nei giorni scorsi.
Aspettiamo un cenno del Governo - denuncia - e comunque serve anche una regolamentazione per gestire gli chalet di montagna, sicuramente più difficili da controllare rispetto alla costa.
Bisogna comunque dire che se dovessimo diventare zona arancione tutto salterà lo stesso. Siamo in balia di diverse situazioni che si dovranno risolvere nel giro di qualche giorno".
GS
Pubblicato in
Cronaca
Giovedì, 14 Gennaio 2021 10:55
Dati Covid, Ciabocco scrive ad Asur e Regione: "Serve chiarezza"
Discrepanza tra i dati dei positivi comunicati ai Comuni tramite il portale Cohesion e quelli che vengono pubblicato sul sito della Regione accessibili alla cittadinanza.
A tornare sull'argomento è il sindaco di San Ginesio, Giuliano Ciabocco, che proprio ieri ha inviato una missiva ai vertici dell'Asur e a quelli regionali per sottolineare l'importanza di fare chiarezza su questa confusione.
"Avevo evidenziato il problema già qualche tempo fa - dice il primo cittadino - , ma purtroppo, nonostante i numerosi solleciti miei e di altri sindaci, qualcosa ancora non funziona.
Noi abiamo l'abitudine di informare la cittadinanza in merito ai numeri dei contagiati e delle persone in quarantena tramite Facebook e Whatsapp e l'altro giorno ci siamo trovati a discurete col personale dell'Asur perchè nel sistema Cohesion ho trovato addirittura i nomi di cittadini che sono venuti a mancare da tempo.
Ogni mattina nel portale riservato al Comune trovo dei dati, mentre il sito della Regione ne conteggia altri. Io ho chiesto di poter capire il problema e ho chiesto "che vengano corrette queste situazioni".
Una confusione che, secondo il primo cittadino, potrebbe incidere anche nei parametri per la classificazione del colore della regione: "Se i numeri di San Ginesio, che comunque è un Comune piccolo, hanno differenze anche superiori a dieci unità, immaginiamo cosa potrà succedere si città più grandi, andando a variare anche l'indice utilizzato per i Dpcm".
GS
A tornare sull'argomento è il sindaco di San Ginesio, Giuliano Ciabocco, che proprio ieri ha inviato una missiva ai vertici dell'Asur e a quelli regionali per sottolineare l'importanza di fare chiarezza su questa confusione.
"Avevo evidenziato il problema già qualche tempo fa - dice il primo cittadino - , ma purtroppo, nonostante i numerosi solleciti miei e di altri sindaci, qualcosa ancora non funziona.
Noi abiamo l'abitudine di informare la cittadinanza in merito ai numeri dei contagiati e delle persone in quarantena tramite Facebook e Whatsapp e l'altro giorno ci siamo trovati a discurete col personale dell'Asur perchè nel sistema Cohesion ho trovato addirittura i nomi di cittadini che sono venuti a mancare da tempo.
Ogni mattina nel portale riservato al Comune trovo dei dati, mentre il sito della Regione ne conteggia altri. Io ho chiesto di poter capire il problema e ho chiesto "che vengano corrette queste situazioni".
Una confusione che, secondo il primo cittadino, potrebbe incidere anche nei parametri per la classificazione del colore della regione: "Se i numeri di San Ginesio, che comunque è un Comune piccolo, hanno differenze anche superiori a dieci unità, immaginiamo cosa potrà succedere si città più grandi, andando a variare anche l'indice utilizzato per i Dpcm".
GS
Pubblicato in
Cronaca
Giovedì, 14 Gennaio 2021 10:47
ITTS Divini, al via il progetto finanziato da Bando Regione Marche
Saranno gli studenti del corso di “Grafica e comunicazione” dell'Istituto tecnico tecnologico “Divini” di San Severino a realizzare il logo dell'iniziativa “Spazio giovani: insieme per crescere e progredire”, promossa dall'associazione Help Sos Salute e Famiglia ODV (AGE S.Severino Marche).
“D'accordo con il dirigente scolastico Sandro Luciani e con gli insegnanti del corso – spiega la presidente di Help, Cristina Marcucci – formeremo una commissione di esperti che sceglierà il lavoro migliore fra quelli realizzati dai ragazzi. E' questo il primo passo con cui cercheremo di coinvolgere la scuola, e più in generale il mondo giovanile, attorno alle tematiche del nostro progetto”.
L'associazione di San Severino si è vista riconoscere, infatti, un contributo dal Bando Aggregazione3 della Regione Marche, finanziato dal Ministero delle Politiche Giovanili, Dipartimento per le politiche giovanili e il servizio civile universale, per avviare una serie di attività sul territorio (stage, corsi, manifestazioni, mostre, laboratori, eventi sportivi, prevenzione e altro ancora) finalizzate alla “valorizzazione della dimensione creativa dei giovani, della loro capacità di ricerca e innovazione”.
Oltre al “Divini” sono coinvolti altri partner istituzionali, come l'Asur, l'Unione montana del Potenza, Esino e Musone, l'Ambito sociale 17 di San Severino, nonché alcune associazioni culturali e sportive: il Centro culturale Andrej Tarkovskij di San Severino, l'associazione giovanile Judo Samurai di Jesi-Chiaravalle, l'Age Marche, l'Uisp di Jesi, l’associazione sportiva J-Etic di San Severino e l'associazione “Equilibri” di Corridonia.
Il progetto vuol essere una sorta di “viaggio” fra diverse realtà del territorio per far scoprire a ragazzi e ragazze anche l'importanza dei diritti umani, del rispetto reciproco, degli stili di vita sani, contrastando così i più rilevanti disagi giovanili.
Sono questi i filoni da cui gli studenti dell'Itis potranno trarre ispirazione per la realizzazione - appunto - del logo, della grafica complessiva e del piano di comunicazione dell'intero progetto “Spazio giovani” che sarà poi ufficialmente presentato all'opinione pubblica e varato sui vari binari di approfondimento.
Ancora una volta, quindi, il “Divini” si conferma al fianco di iniziative di animazione rivolte ai giovani, specie in questo periodo in cui la socialità è limitata a uno a schermo e gli studenti hanno un grande bisogno di trovare spazi autonomi di espressione.
c.c.
Nella foto, uno studente del corso di Grafica e comunicazione del “Divini” di San Severino impegnato al computer nella realizzazione di un logo.
“D'accordo con il dirigente scolastico Sandro Luciani e con gli insegnanti del corso – spiega la presidente di Help, Cristina Marcucci – formeremo una commissione di esperti che sceglierà il lavoro migliore fra quelli realizzati dai ragazzi. E' questo il primo passo con cui cercheremo di coinvolgere la scuola, e più in generale il mondo giovanile, attorno alle tematiche del nostro progetto”.
L'associazione di San Severino si è vista riconoscere, infatti, un contributo dal Bando Aggregazione3 della Regione Marche, finanziato dal Ministero delle Politiche Giovanili, Dipartimento per le politiche giovanili e il servizio civile universale, per avviare una serie di attività sul territorio (stage, corsi, manifestazioni, mostre, laboratori, eventi sportivi, prevenzione e altro ancora) finalizzate alla “valorizzazione della dimensione creativa dei giovani, della loro capacità di ricerca e innovazione”.
Oltre al “Divini” sono coinvolti altri partner istituzionali, come l'Asur, l'Unione montana del Potenza, Esino e Musone, l'Ambito sociale 17 di San Severino, nonché alcune associazioni culturali e sportive: il Centro culturale Andrej Tarkovskij di San Severino, l'associazione giovanile Judo Samurai di Jesi-Chiaravalle, l'Age Marche, l'Uisp di Jesi, l’associazione sportiva J-Etic di San Severino e l'associazione “Equilibri” di Corridonia.
Il progetto vuol essere una sorta di “viaggio” fra diverse realtà del territorio per far scoprire a ragazzi e ragazze anche l'importanza dei diritti umani, del rispetto reciproco, degli stili di vita sani, contrastando così i più rilevanti disagi giovanili.
Sono questi i filoni da cui gli studenti dell'Itis potranno trarre ispirazione per la realizzazione - appunto - del logo, della grafica complessiva e del piano di comunicazione dell'intero progetto “Spazio giovani” che sarà poi ufficialmente presentato all'opinione pubblica e varato sui vari binari di approfondimento.
Ancora una volta, quindi, il “Divini” si conferma al fianco di iniziative di animazione rivolte ai giovani, specie in questo periodo in cui la socialità è limitata a uno a schermo e gli studenti hanno un grande bisogno di trovare spazi autonomi di espressione.
c.c.
Nella foto, uno studente del corso di Grafica e comunicazione del “Divini” di San Severino impegnato al computer nella realizzazione di un logo.

Pubblicato in
Cronaca
Giovedì, 14 Gennaio 2021 10:31
Casa riposo Sarnano, da oggi operativi i medici militari
Come annunciato ieri dall'assessore regionale alla Sanità, Filippo Saltamartini, stanno arrivando in queste ore i medici militari per essere da supporto alle case di riposo in difficoltà per via dei contagi da Covid.
Proprio oggi sono arrivati gli aiuti nella struttura di Sarnano, come spiega il sindaco Luca Piergentili: "La situazione è attualmente stabile - dice - . Attraverso il personale Asur, della Pars e quello comunale, che lavora all'interno della struttura, siamo riusciti a bloccare il livello del contagio e con gli ultimi accertamenti di ieri non sono stati riscontrati nuovi positivi tra ospiti e operatori.
Da oggi il team di militari con un medico e due infermieri andranno a supportare l'attività della Pars perchè con l'elevato numero di operatori contagiati non si riusciva a garantire il servizio per tutte le 24 ore. Contiamo - rassicura - nel giro di qualche settimana, di restringere ancora il focolaio e ritornare in sicurezza".
GS
Proprio oggi sono arrivati gli aiuti nella struttura di Sarnano, come spiega il sindaco Luca Piergentili: "La situazione è attualmente stabile - dice - . Attraverso il personale Asur, della Pars e quello comunale, che lavora all'interno della struttura, siamo riusciti a bloccare il livello del contagio e con gli ultimi accertamenti di ieri non sono stati riscontrati nuovi positivi tra ospiti e operatori.
Da oggi il team di militari con un medico e due infermieri andranno a supportare l'attività della Pars perchè con l'elevato numero di operatori contagiati non si riusciva a garantire il servizio per tutte le 24 ore. Contiamo - rassicura - nel giro di qualche settimana, di restringere ancora il focolaio e ritornare in sicurezza".
GS
Pubblicato in
Cronaca
Giovedì, 14 Gennaio 2021 09:18
Macerata, investimento ai Cancelli. Allertata l'eliambulanza
Un investimento è avvenuto questa mattina nella zona dei Cancelli a Macerata. Per cause in corso di valutazione da parte delle forze dell'ordine intervenute per i rilievi del caso, mentre attraversava la strada un 67enne del posto è stato travolto da un'auto proveniente da corso Cavour. Prontamente soccorso dal personale del 118 che l' ha sottoposto alle prime cure, la valutazione delle sue condizioni ha consigliato di allertare l'eliambulanza che ha provveduto a trasportare il ferito all'ospedale regionale di Torrette per un quadro più approfondito degli accertamenti sanitari
c.c.
c.c.
Pubblicato in
Cronaca
Mercoledì, 13 Gennaio 2021 18:15
Ristoranti aperti a cena per protesta. Leonori: "Stop all'illegalità"
Ristoranti aperti dopo le 18 nella serata di venerdì 15. Questa la protesta strutturata dei ristoratori lanciata attraverso l’hastag “ioapro1501” per dare voce al malessere di una categoria che sta pagando un prezzo pesantissimo all’emergenza Covid.
“Non ritengo sia giusto protestare in questo modo e mi auguro si tratti soltanto di una provocazione – così il presidente di Confartigianato Imprese Macerata – Ascoli Piceno – Fermo Renzo Leonori – Come rappresentante di un’associazione dico che prima di tutto occorre pensare alla salute delle persone, anche se comprendo il malumore e la rabbia dei ristoratori. Tuttavia bisogna sempre osservare la legge, anche perché il restare aperti nonostante il divieto comporta sanzioni anche per gli eventuali clienti. Come associazione continuiamo ad essere vicini a tutte le imprese, agendo però nelle opportune sedi istituzionali”.
"Questo fare getta ombre nel settore del commercio, perché crea le basi per un contrato tra operatori economici, tra chi rispetta le norme e chi no – fa eco il Segretario generale Giorgio Menichelli - Non rispettare i decreti, per quanto possano sembrare ingiusti, è un messaggio che contrasta con la professionalità del settore. Il rischio è anche quello di far saltare un sistema e far aumentare i contrasti sociali in un momento storico in cui, per quanto difficile, serve coesione e collaborazione. La nostra Associazione garantirà il massimo impegno per farsi portavoce delle istanze di tutte le imprese colpite”.
f.u.
"Questo fare getta ombre nel settore del commercio, perché crea le basi per un contrato tra operatori economici, tra chi rispetta le norme e chi no – fa eco il Segretario generale Giorgio Menichelli - Non rispettare i decreti, per quanto possano sembrare ingiusti, è un messaggio che contrasta con la professionalità del settore. Il rischio è anche quello di far saltare un sistema e far aumentare i contrasti sociali in un momento storico in cui, per quanto difficile, serve coesione e collaborazione. La nostra Associazione garantirà il massimo impegno per farsi portavoce delle istanze di tutte le imprese colpite”.
f.u.
Pubblicato in
Cronaca
Mercoledì, 13 Gennaio 2021 17:39
Mensa scolastica: il comune rimborsa le spese
Sono state rimborsate le quote parte del fisso pagato dalle famiglie per i bambini della scuole di Camerino che usufruiscono della mensa scolastica, dopo che, nei mesi scorsi gli istituti scolastici sono stati chiusi a causa del Covid.
Con una delibera della Giunta comunale è stato previsto il rimborso alle famiglie di quanto versato in eccedenza per il servizio delle mensilità dell'anno scolastico 2019/2020, non usufruito a causa della sospensione dell’attività scolastica lo scorso marzo, disposta dalle autorità statali per l’emergenza sanitaria da Covid 19.
Con una delibera della Giunta comunale è stato previsto il rimborso alle famiglie di quanto versato in eccedenza per il servizio delle mensilità dell'anno scolastico 2019/2020, non usufruito a causa della sospensione dell’attività scolastica lo scorso marzo, disposta dalle autorità statali per l’emergenza sanitaria da Covid 19.
In particolare le quote saranno rimborsate per i bambini delle scuole dell’infanzia Aquilone e Ortolani, nonché per coloro che usufruiscono del servizio mensa delle scuole primarie Ugo Betti e Salvo d’Acquisto: “Lo abbiamo ritenuto un piccolo gesto, ma doveroso nei confronti delle famiglie alla luce delle prolungate chiusure, con la seguente sospensione di un servizio – ha spiegato il sindaco di Camerino Sandro Sborgia – Per questo motivo, almeno per ciò che è di competenza comunale, abbiamo cercato di andare in contro alle famiglie. Con i bambini che sono rimasti a casa, abbiamo deciso di restituire il costo di una parte della quota fissa del servizio mensa, dal momento che non è stato utilizzato per un periodo”.
I rimborsi avverranno in automatico entro il mese di gennaio.
Per coloro che usufruiscono del servizio mensa nell’anno scolastico in corso (202072021), la quota sarà scalata dalle mensilità dei mesi di novembre e dicembre
I rimborsi avverranno in automatico entro il mese di gennaio.
Per coloro che usufruiscono del servizio mensa nell’anno scolastico in corso (202072021), la quota sarà scalata dalle mensilità dei mesi di novembre e dicembre
Pubblicato in
Cronaca
Mercoledì, 13 Gennaio 2021 16:01
San Severino: iniziata la demolizione dell'edificio simbolo del terremoto
Ruspe in azione a San Severino Marche dove sono iniziati i lavori di demolizione di uno degli edifici simbolo del terremoto 2016. Una gigante pinza in acciaio, mossa da un escavatore, ha avviato la demolizione del grande complesso di viale Della Resistenza, in parte raso dalle scosse.
Gli effetti del sisma sulla struttura erano stati devastanti e in questo lungo periodo di tempo risultavano ben visibili anche dalle auto in transito lungo la strada 361 “Septempedana” che, proprio all’ingresso della città, trovavano quel tetto sormontato da pannelli fotovoltaici finito a terra.
L’Ufficio speciale della Ricostruzione ha concesso un contributo di 3 milioni e 100 mila euro per la ricostruzione del complesso costituito da due abitazioni e da due attività commerciali.

Gli effetti del sisma sulla struttura erano stati devastanti e in questo lungo periodo di tempo risultavano ben visibili anche dalle auto in transito lungo la strada 361 “Septempedana” che, proprio all’ingresso della città, trovavano quel tetto sormontato da pannelli fotovoltaici finito a terra.
L’Ufficio speciale della Ricostruzione ha concesso un contributo di 3 milioni e 100 mila euro per la ricostruzione del complesso costituito da due abitazioni e da due attività commerciali.

Pubblicato in
Cronaca
Mercoledì, 13 Gennaio 2021 15:27
Tolentino: il Comitato "Centro Storico" ribadisce il no all'impianto di cremazione
Nonostante le dichiarazioni del sindaco di Tolentino Giuseppe Pezzanesi, che parla di “pura manifestazione di interesse e di eventuale realizzazione, ma solo se ci saranno condizioni di assoluta non nocività”, continua a Tolentino la mobilitazione contro la costruzione di un impianto di cremazione vicino al cimitero cittadino. A far sentire la propria voce contraria anche il Comitato di Quartiere Centro Storico, che da subito ha considerato il forno crematorio come un pericolo per la salute pubblica. Una contrarietà suffragata da diverse
Motivazioni e precisazioni
1 - l’impianto di cremazione sarebbe una ‘bomba ecologica’ in termini di qualità dell’aria, che metterebbe a rischio la salute dei cittadini grandi e piccoli, con conseguenti pericoli di malattie, anche gravi, per le emissioni di sostanze inquinanti.
2 - bruciare corpi inquina, anche se fosse fatto in maniera “green”. Nel processo di cremazione nei forni si producono inquinanti atmosferici, in particolare: polveri di monossido di carbonio, ossidi di azoto e zolfo, composti organici volatili, composti inorganici del cloro e del fluoro e metalli pesanti, a questi sotto forma di polveri sottili, si aggiungono emissioni di mercurio (da otturazioni dentarie), zinco, diossine-furani e Ipa.
3 - Quello che ci preoccupa è che l’impianto sarà costruito all’interno del cimitero, per norma gli impianti di questo tipo devono essere collocati ad almeno 200 metri di distanza dalle abitazioni, mentre i primi edifici si trovano tra i 100/150 mt. A meno di 500/600 mt. troviamo, la Casa di Riposo V. Porcelli e luoghi frequentati dai bambini, Istituto Comprensivo Don Bosco e Grandi, e un asilo nido di recente apertura e da studenti dell’ITES.
4 - L’impianto sorgerà in una delle zone più alte del perimetro urbano, quindi possiamo dire con certezza, che poi gli eventi atmosferici (acque piovane e venti) trasporterebbero senza ostacoli gli elementi inquinanti emessi dall’impianto di cremazione su tutto il territorio.
5 - Non esiste nella Regione Marche una norma “ambientale” che disciplina l’installazione e il funzionamento dei forni crematori, pertanto tali impianti sono, oggi, classificati come inceneritori di rifiuti speciali per l’aspetto concernente i parametri operativi e funzionali.
Alla luce di questo, sorgono una serie di domande:
- Perché l’Amministrazione, dopo il nostro invito ad un confronto, non ha sentito l’esigenza di coinvolgerci?
- Che risposta dare a cittadini che subiranno la svalutazione delle abitazioni a ridosso dell’impianto di cremazione (stima -30/40%)?
- Perché, esporre i residenti a un grave pericolo ambientale?
- È un’opera davvero necessaria?
- Ma perché proprio a Tolentino?
Su una popolazione di quasi circa 19.000 abitanti, abbiamo un tasso di mortalità del 1,25%, con circa 240 decessi l’anno (media ultimo decennio). Di questi, solo per una piccolissima parte (n.5 media anno) viene scelta la cremazione, rivolgendosi ai forni di Perugia, San Benedetto del Tronto o Fano. Ci domandiamo che senso ha, allora, istallare un crematorio per poche decine di salme. Se anche tutti, ma proprio tutti, i nostri cari defunti fossero avviati alla cremazione, il numero sarebbe comunque insufficiente a sostenere i costi di un impianto, che dovrebbe incenerire un numero superiore di salme l’anno. Questa situazione e ne siamo certi spingerà il privato investitore a trasformare Tolentino in un crematorio a vocazione Interregionale, avviando così un processo che chiameremo “turismo funebre”. Pertanto“chi governa una città, non dovrebbe praticare silenzio e disinformazione applicata, rinunciando al confronto, anziché difendere la salute dei suoi cittadini, il commercio, le produzioni agricole e il turismo in generale, ma intende promuovere un turismo funebre che arricchirebbe solo un privato e i suoi partners”. Noi tutti siamo rimasti sconcertati dall’assenza di un confronto diretto.
La nostra proposta
Vista la difficoltà di ampliamento nell’area del cimitero storico: perché non provvedere alla realizzazione di un nuovo cimitero in zona EST – TOLENTINO 2.0 - area Pace? L’area di espansione residenziale, commerciale, con nuove scuole, attività e cinema multisala, sarà così completata con un nuovo servizio. Avremo così distribuito in maniera omogenea il servizio cimiteriale sul territorio, ad Ovest il vecchio cimitero e a Est un nuovo cimitero, con spazio per nuovi loculi e cappelline. L’area da noi indicata è per posizione geografica di ampie dimensioni, permetterebbe per le sue caratteristiche la realizzazione di questo nuovo spazio senza la necessità di un impianto di cremazione, che inquina ed è superato.
Perché gli amministratori locali vogliono andare in direzione contraria?
Conclusioni.
“Noi tutti, intendiamo fare tutte le azioni possibili, per tutelare la qualità della vita e la salute pubblica, rispetto ad una decisione calata dall’alto senza condivisione e senza plausibili e puntuali spiegazioni. Potremmo dire di essere trattati da sudditi e non da cittadini, ma non lo diciamo”.
Motivazioni e precisazioni
1 - l’impianto di cremazione sarebbe una ‘bomba ecologica’ in termini di qualità dell’aria, che metterebbe a rischio la salute dei cittadini grandi e piccoli, con conseguenti pericoli di malattie, anche gravi, per le emissioni di sostanze inquinanti.
2 - bruciare corpi inquina, anche se fosse fatto in maniera “green”. Nel processo di cremazione nei forni si producono inquinanti atmosferici, in particolare: polveri di monossido di carbonio, ossidi di azoto e zolfo, composti organici volatili, composti inorganici del cloro e del fluoro e metalli pesanti, a questi sotto forma di polveri sottili, si aggiungono emissioni di mercurio (da otturazioni dentarie), zinco, diossine-furani e Ipa.
3 - Quello che ci preoccupa è che l’impianto sarà costruito all’interno del cimitero, per norma gli impianti di questo tipo devono essere collocati ad almeno 200 metri di distanza dalle abitazioni, mentre i primi edifici si trovano tra i 100/150 mt. A meno di 500/600 mt. troviamo, la Casa di Riposo V. Porcelli e luoghi frequentati dai bambini, Istituto Comprensivo Don Bosco e Grandi, e un asilo nido di recente apertura e da studenti dell’ITES.
4 - L’impianto sorgerà in una delle zone più alte del perimetro urbano, quindi possiamo dire con certezza, che poi gli eventi atmosferici (acque piovane e venti) trasporterebbero senza ostacoli gli elementi inquinanti emessi dall’impianto di cremazione su tutto il territorio.
5 - Non esiste nella Regione Marche una norma “ambientale” che disciplina l’installazione e il funzionamento dei forni crematori, pertanto tali impianti sono, oggi, classificati come inceneritori di rifiuti speciali per l’aspetto concernente i parametri operativi e funzionali.
Alla luce di questo, sorgono una serie di domande:
- Perché l’Amministrazione, dopo il nostro invito ad un confronto, non ha sentito l’esigenza di coinvolgerci?
- Che risposta dare a cittadini che subiranno la svalutazione delle abitazioni a ridosso dell’impianto di cremazione (stima -30/40%)?
- Perché, esporre i residenti a un grave pericolo ambientale?
- È un’opera davvero necessaria?
- Ma perché proprio a Tolentino?
Su una popolazione di quasi circa 19.000 abitanti, abbiamo un tasso di mortalità del 1,25%, con circa 240 decessi l’anno (media ultimo decennio). Di questi, solo per una piccolissima parte (n.5 media anno) viene scelta la cremazione, rivolgendosi ai forni di Perugia, San Benedetto del Tronto o Fano. Ci domandiamo che senso ha, allora, istallare un crematorio per poche decine di salme. Se anche tutti, ma proprio tutti, i nostri cari defunti fossero avviati alla cremazione, il numero sarebbe comunque insufficiente a sostenere i costi di un impianto, che dovrebbe incenerire un numero superiore di salme l’anno. Questa situazione e ne siamo certi spingerà il privato investitore a trasformare Tolentino in un crematorio a vocazione Interregionale, avviando così un processo che chiameremo “turismo funebre”. Pertanto“chi governa una città, non dovrebbe praticare silenzio e disinformazione applicata, rinunciando al confronto, anziché difendere la salute dei suoi cittadini, il commercio, le produzioni agricole e il turismo in generale, ma intende promuovere un turismo funebre che arricchirebbe solo un privato e i suoi partners”. Noi tutti siamo rimasti sconcertati dall’assenza di un confronto diretto.
La nostra proposta
Vista la difficoltà di ampliamento nell’area del cimitero storico: perché non provvedere alla realizzazione di un nuovo cimitero in zona EST – TOLENTINO 2.0 - area Pace? L’area di espansione residenziale, commerciale, con nuove scuole, attività e cinema multisala, sarà così completata con un nuovo servizio. Avremo così distribuito in maniera omogenea il servizio cimiteriale sul territorio, ad Ovest il vecchio cimitero e a Est un nuovo cimitero, con spazio per nuovi loculi e cappelline. L’area da noi indicata è per posizione geografica di ampie dimensioni, permetterebbe per le sue caratteristiche la realizzazione di questo nuovo spazio senza la necessità di un impianto di cremazione, che inquina ed è superato.
Perché gli amministratori locali vogliono andare in direzione contraria?
Conclusioni.
“Noi tutti, intendiamo fare tutte le azioni possibili, per tutelare la qualità della vita e la salute pubblica, rispetto ad una decisione calata dall’alto senza condivisione e senza plausibili e puntuali spiegazioni. Potremmo dire di essere trattati da sudditi e non da cittadini, ma non lo diciamo”.
Pubblicato in
Cronaca
